Il mondo della finanza legata a Bitcoin ha visto recentemente l’esplosione di nuovi e complessi strumenti finanziari, guidati dalla scia della strategia aziendale di Michael Saylor con MicroStrategy. Per analizzare a fondo i rischi e le promesse di questi prodotti, lo youtuber e investigatore finanziario Stephen (in arte Coffeezilla) ha ospitato un aspro e tecnico dibattito con Jeff Walton, Chief Risk Officer di Strive (una società che offre strumenti simili a quelli di MicroStrategy).
Quello che ne è scaturito è uno scontro profondo su finanza, matematica, percezione del rischio e sul futuro stesso di Bitcoin. Di seguito, un’analisi chirurgica di tutto ciò che si sono detti, posizione per posizione.
1. Il Prodotto al Centro della Disputa: Cos’è Strive?
Il punto di partenza del dibattito è il veicolo di capitale offerto da Strive agli investitori. Jeff Walton spiega che la sua azienda ha emesso una azione privilegiata perpetua a tasso variabile (attualmente con un rendimento annuo del 13%). A sostegno di questo rendimento, il bilancio dell’azienda vanta riserve colossali: 1,2 miliardi di dollari in Bitcoin, contro appena 10 milioni di dollari in debito reale. Walton sottolinea con orgoglio che la società opera con una leva finanziaria microscopica, pari a soli 83 punti base (meno dell’1%). Oltre al Bitcoin, l’azienda detiene liquidità in contanti sufficiente a coprire 12 mesi di operazioni.
2. Le Accuse di Coffeezilla: Marketing Ingannevole e “Rischi Nascosti”
La prima, forte critica mossa da Coffeezilla non riguarda tanto la frode diretta, quanto la scarsa trasparenza nel marketingdel prodotto.
La terminologia “Digital Credit” (Credito Digitale):
- Posizione di Coffeezilla: Walton e Michael Saylor definiscono spesso questi strumenti “credito digitale”, paragonandoli ai conti bancari o ai titoli di stato. Coffeezilla lo ritiene estremamente fuorviante. Un’azione privilegiata non è un debito: l’azienda non ha alcun obbligo contrattuale di rimborsare all’investitore il capitale iniziale (il cosiddetto “principal”). Parificare un’azione perpetua ai bond – che a scadenza restituiscono il capitale – confonde gli investitori retail (al dettaglio).
- La Replica di Walton: Walton non nega l’assenza di obbligo di rimborso del capitale, ma difende il termine “credito”. Sostiene che chi investe sta effettuando una valutazione puramente matematica del rischio di credito, ovvero sta valutando le probabilità che l’azienda riesca a pagare quel 13% di interesse in perpetuo nel futuro. Che sia tramite asset a bilancio o flussi di cassa, per gli analisti istituzionali si tratta della stessa matematica usata per calcolare il rischio dei bond societari (es. Boeing o JP Morgan).
3. L’Ombra dello “Schema Ponzi” e l’Effetto Volano
Il confronto si infiamma quando si analizza la reale sostenibilità del modello sul lunghissimo periodo.
- Posizione di Coffeezilla (Il Rischio “Ponzi-Adiacente”): L’investigatore illustra un meccanismo noto come “effetto volano” (flywheel effect). Strive vende azioni per comprare Bitcoin; a sua volta, usa il Bitcoin per pagare i rendimenti. Man mano che vengono emesse nuove azioni per pagare i dividendi in crescita, l’azienda necessita che il Bitcoin aumenti costantemente di valore. Se il Bitcoin crolla o semplicemente si stabilizza, Strive dovrà forzatamente vendere Bitcoin per liquidare gli interessi del 13%. Questo creerà una forte pressione ribassista sull’asset stesso, portando al potenziale collasso del sistema. Per Coffeezilla, dover dipendere dall’afflusso di nuovi capitali o da un asset che sale all’infinito per pagare i vecchi investitori rende il sistema “Ponzi-adiacente”.
- La Replica di Walton (Il Parallelo Assicurativo): Walton, ex broker nel settore delle riassicurazioni, respinge ferocemente l’accusa. Spiega che un vero Schema Ponzi non possiede riserve matematiche o bilanci reali. Il modello di Strive è identico a quello di una gigantesca compagnia assicurativa: un’assicurazione raccoglie capitali continui (i premi) per pagare le passività (i sinistri futuri). L’azienda usa la sua struttura del capitale per separare i rischi.
- L’assorbimento del Mercato: Per smontare la tesi di Coffeezilla sulla “pressione al ribasso”, Walton tira fuori la matematica. Al prezzo di 80.000$, per pagare i dividendi mensili Strive dovrebbe vendere circa 1.530 Bitcoin. Nei soli 11 giorni precedenti all’intervista, il mercato globale del Bitcoin ha scambiato un volume pari a 4,4 milioni di BTC (350 miliardi di dollari). In sintesi: le vendite di Strive sarebbero una goccia invisibile in un oceano di liquidità.
4. Analisi degli Scenari Apocalittici: I “Tail Risks”
Su cosa farebbe fallire questo sistema le opinioni divergono completamente.
- I Rischi secondo Coffeezilla: 1. Il Bitcoin rimane piatto senza crescere. 2. Il Bitcoin subisce un calo e vi rimane per anni. 3. Errori di gestione dell’azienda o attacchi hacker. 4. Emissione futura di debito “Senior” che passerebbe davanti (nella gerarchia dei rimborsi) agli attuali azionisti privilegiati. Ma il rischio più grande, secondo Coffeezilla, è il successo stesso del prodotto: più diventa popolare, più s’ingigantiscono le passività future (gli interessi da pagare), condannando l’azienda a rincorrere una crescita impossibile.
- I Rischi secondo Walton: Walton sostiene di aver testato il bilancio di Strive con oltre 10.000 simulazioni Monte Carlo su scenari storici e probabilistici. A suo avviso, l’unico scenario reale in cui il modello entra in crisi acuta è se il Bitcoin crolla del 90% e vi rimane per oltre 10 anni senza alcuna ripresa. Una probabilità che, nel mercato attuale, Walton considera statisticamente irrisoria. Walton ricorda anche che, in caso di ribassi estremi, l’azienda avrebbe sempre l’opzione di ricomprare a sconto sul mercato aperto le proprie azioni privilegiate per estinguere le passività (Coffeezilla fa notare che questa operazione si renderebbe necessaria nel momento esatto in cui i bilanci aziendali sarebbero più carenti di liquidità).
5. Il Futuro del Bitcoin: Una Crescita del 30% all’anno è Realistica?
Il cuore matematico del dibattito si riduce al tasso di crescita del Bitcoin nel tempo.
- Il Tasso del 30-35% di Strive: Jeff Walton rivela che la sua azienda ha calcolato e “sottoscritto” nei propri modelli che il Bitcoin subirà un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 30-35% per i prossimi 8-10 anni. Le sue motivazioni sono legate a un’offerta fissa dell’asset asintoticamente prossima allo zero e all’imminente adozione istituzionale di massa (cita l’ingresso di colossi come BlackRock e Morgan Stanley). Ma il vero catalizzatore, secondo Walton, sarà l’adozione nel mondo bancario e assicurativo. Attualmente, le regole “Basilea 3” vietano a banche e assicurazioni di contare i Bitcoin a bilancio (danno credito zero e non consentono la leva finanziaria). I veicoli creati da Strive “impacchettano” il rischio trasformando il Bitcoin in “credito”, permettendo finalmente anche alle compagnie assicurative di inserirli nei bilanci con valutazioni di rischio calcolabili.
- La Proiezione del 13% di Coffeezilla: Coffeezilla trova irrealistico persino il solo costo del capitale al 13%. Utilizzando un calcolatore finanziario in diretta, fa notare che se il Bitcoin crescesse “solo” del 13% annuo – la cifra necessaria a Strive per pagare semplicemente i dividendi – in 50 anni un singolo Bitcoin varrebbe 36 milioni di dollari. Per Coffeezilla, questo è folle: come tutti gli asset, superata la curva di adozione di massa, il Bitcoin raggiungerà un plateau e crescerà al massimo al tasso di inflazione, condannando i bilanci basati su rendimenti perpetui a doppia cifra.
- Replica macroeconomica di Walton: Il debito degli Stati Uniti sul PIL viaggia al 120% e cresce ogni anno del 3,4%, mentre la massa monetaria si espande del 6,7% annuo composto. Walton reputa altissimo il rischio di collasso del Dollaro e considera il Bitcoin un porto sicuro matematicamente tracciabile. Ritiene, inoltre, molto realistica la parità con l’oro (portando il BTC a 1,5 milioni di dollari in futuro).
6. Il Dettaglio Nascosto: “Bitcoin-Backed” vs “Non-Collateralized”
Uno dei passaggi più illuminanti riguarda la struttura legale del capitale. Coffeezilla legge la documentazione della SEC (la commissione di borsa USA) presentata da Strive e porta alla luce una frase cruciale: “Il prodotto NON è collateralizzato dalle partecipazioni in Bitcoin di Strive”.
- Coffeezilla: Sfida Walton su questo punto, chiedendo come possano commercializzare il prodotto come “Garantito da Bitcoin” (Bitcoin-backed) se legalmente l’investitore non ha alcuna pretesa diretta sui Bitcoin in caso di default.
- Walton: Ammette che tecnicamente la frase più corretta sia “Bitcoin Powered” (Alimentato a Bitcoin). Spiega nuovamente il parallelismo assicurativo: quando firmi una polizza casa, essa non è “collateralizzata” dagli immobili posseduti dall’assicurazione, ma è garantita dalla “relazione di bilancio” globale della compagnia.
7. La Clausola di Sicurezza dell’Azienda: L’Abbassamento dei Tassi
Cosa succede se il Bitcoin non performa come previsto? Walton fa presente che il loro strumento è a tasso variabile. Se il mercato subisse contrazioni o i tassi generali d’interesse dovessero calare, Strive ha il pieno diritto contrattuale di abbassare il rendimento del 13%.
Coffeezilla fa scattare l’allarme per i lettori/investitori: abbassare il tasso di interesse di un’azione privilegiata causa un immediato crollo del valore dell’azione stessa sul mercato azionario. Un investitore che ha comprato a 100$, potrebbe ritrovarsi l’azione a 78$. Tutta la “rendita” accumulata col 13% verrebbe di fatto completamente bruciata dalla perdita di capitale, esponendo il cliente “retail” a perdite enormi senza averne compreso fino in fondo il rischio.
8. Chiusura del Dibattito e Riflessioni Finali (Il Fuorionda sul 2008)
L’incontro si chiude in modo rispettoso ma con opinioni radicalmente opposte.
- Coffeezilla ribadisce la sua grande preoccupazione: il prodotto avrà un successo commerciale mostruoso perché la gente “ha fame di rendimenti”. Tuttavia, ritiene che gli investitori meno preparati non stiano affatto comprendendo a cosa stiano affidando i loro risparmi e, sul lungo termine, la valanga di passività travolgerà il sistema.
- Jeff Walton conclude difendendo strenuamente l’eccezionale innovazione di questi prodotti. Mentre il mercato tradizionale del debito è opaco (nessuno sa esattamente cosa c’è nei bilanci privati fino alla chiusura trimestrale), Strive offre la possibilità di calcolare matematicamente il rischio 24 ore su 24, 7 giorni su 7, e la stabilità dei prezzi sul mercato aperto lo dimostra.
L’ultimo scambio avviene durante il “fuorionda” in attesa dell’upload dei file video. Coffeezilla menziona la Crisi dei mutui subprime del 2008, tracciando un parallelo tra la “ripartizione in tranche” del rischio di Strive e i titoli spazzatura rimescolati dalle banche d’investimento. Walton archivia l’accusa con un semplice dato: nel 2008, l’intero sistema bancario era sorretto da una leva finanziaria di 30x o 40x. Oggi, Strive e questi nuovi veicoli basati su Bitcoin operano con leva pari all’1%, rendendo i due mondi di fatto imparagonabili.



