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Wallet custodial e non custodial: come conservare davvero in sicurezza le tue criptovalute

Tempo di lettura: 2 minuti

🔑 Custodia o self-custody: la differenza che conta

Molti cripto-investitori si chiedono: meglio un wallet custodial o un wallet non custodial? La differenza è sostanziale. Nei wallet custodial, come quelli offerti da molti exchange centralizzati, non sei tu ad avere le chiavi private: sono loro a detenere le tue 12 o 24 parole di recupero. Questo significa che, di fatto, stai rinunciando al pieno controllo dei tuoi fondi.

⚠️ I livelli di insicurezza da evitare

La panoramica parte dal livello più basso di sicurezza: condividere online la propria seed phrase. Chiunque conosca quelle parole può spostare i tuoi Bitcoin. Subito dopo vengono i depositi su exchange centralizzati poco affidabili e non regolamentati, spesso associati a promesse di rendimenti irrealistici. Infine, anche gli exchange più noti e regolamentati, come Binance o Crypto.com, comportano un rischio: sebbene più solidi, mantengono comunque la custodia delle chiavi.

🔒 La via di mezzo: l’esempio di Conio

Tra queste due estremità c’è una soluzione interessante: Conio. Pur non essendo uno sponsor, vale la pena citarlo perché offre una custodia ibrida on-chain. Conio divide le chiavi private in tre parti: una la conservi tu, una Conio e la terza resta in banca. Per autorizzare una transazione servono due firme. Questo modello riduce il rischio di perdere l’accesso ai fondi e rende l’eredità più semplice da gestire.

💻 Dal software wallet all’hardware wallet

Salendo di livello nella self-custody troviamo i desktop wallet come Wasabi: qui le chiavi private sono nelle tue mani, quindi la responsabilità è massima. Poi ci sono gli hardware wallet come Ledger o BitBox02: dispositivi fisici protetti da PIN, che contengono la tua seed phrase e rendono impossibile accedere ai fondi senza di essa. Sono una delle soluzioni più sicure se usati correttamente, ma richiedono disciplina nella conservazione delle parole di recupero.

🗒️ Paper wallet e cold storage: l’apice della sicurezza

All’estremo troviamo i paper wallet: stampi o scrivi la tua seed phrase su carta, generata da un computer offline. Queste chiavi non toccano mai internet, eliminando i rischi di hacking. È la forma di cold storage per eccellenza, ma la più scomoda: per spendere i fondi servirà comunque importarli in un software wallet.

⚙️ La vera scelta: puoi reggere la responsabilità?

Gestire le chiavi private è una grande responsabilità. Se pensi di non riuscire a gestirla, forse la self-custody non fa per te. Meglio optare per una combinazione di soluzioni, tenendo solo una parte delle cripto in servizi custodial e proteggendo la maggior parte dei fondi in wallet non custodial.

✅ Conclusioni: diversifica e proteggi

Non esiste una regola unica per tutti: ognuno deve trovare il livello di sicurezza e gestione del rischio più adatto alle proprie capacità. Wallet custodial, ibridi come Conio, hardware wallet o paper wallet: l’importante è capire che chi possiede le chiavi, possiede davvero i tuoi Bitcoin.

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