🎬 Il mistero di Satoshi Nakamoto e l’attesa per il documentario HBO
Il mistero sull’identità di Satoshi Nakamoto continua ad affascinare il mondo crypto. A riaccendere il dibattito è l’annuncio del documentario HBO “Money Electric: The Bitcoin Mystery”, che promette rivelazioni esplosive su chi possa essere davvero il creatore di Bitcoin. Tra ipotesi note e speculative — da Hal Finney a Elon Musk, da Craig Wrighta Adam Back — spunta un nome poco conosciuto ma straordinariamente interessante: Len Sassaman.
🧠 Chi era Len Sassaman: un cypherpunk geniale e coerente con la filosofia di Bitcoin
Nato in Pennsylvania nel 1980 e scomparso nel 2011, Sassaman era un esperto di crittografia, privacy e sicurezza informatica. Non solo aveva lavorato su protocolli fondamentali per Internet, ma era anche parte attiva della comunità cypherpunk, la stessa che ha posto le basi ideologiche per la nascita di Bitcoin. Collaborò con nomi del calibro di Bram Cohen (creatore di BitTorrent) e David Chaum, pioniere delle valute digitali anonime. In questo contesto, Sassaman non era solo un tecnico, ma un autentico portatore dell’etica decentralizzata, aperta e sovrana su cui si fonda Bitcoin.
🧭 Le coincidenze temporali e linguistiche con Satoshi Nakamoto
Il video analizza anche elementi oggettivi come la presenza in Europa di Sassaman durante gli anni di maggiore attività di Satoshi, che spiegherebbe il fuso orario e lo stile linguistico più britannico che americano. Alcune espressioni usate nei messaggi di Nakamoto trovano corrispondenze dirette con il linguaggio tecnico e retorico di Sassaman. Questo, unito alla sua riservatezza e coerenza con la cultura cypherpunk, lo rende un candidato credibile.
⚰️ La morte di Sassaman e il messaggio d’addio di Nakamoto
Uno degli elementi più suggestivi è la vicinanza tra la morte di Sassaman e l’ultimo messaggio pubblico di Satoshi. Sassaman si suicidò nel luglio 2011, appena due mesi dopo l’uscita di scena di Nakamoto. Sebbene questo non sia sufficiente per dimostrare l’identità, è una coincidenza che alimenta la teoria. Anche il gesto di criptare completamente il proprio laptop — rendendolo inaccessibile persino alla moglie — lascia spazio a nuove domande.
💾 Un laptop criptato e la mancanza di prove definitive
Il computer di Sassaman resta tutt’oggi indecifrabile. Questo aspetto è uno dei punti centrali che impedisce di confermare in modo definitivo il legame con Bitcoin. Alcuni obiettano che l’uso di un Mac criptato potrebbe contrastare con la preferenza per Windows di Satoshi, ma è plausibile che Sassaman utilizzasse sistemi separati o virtual machine per diverse attività. Il mistero rimane, ma l’ipotesi non si può escludere.
🧠 Genialità precoce e accesso a strumenti crittografici chiave
Già a 18 anni, Sassaman lavorava su protocolli essenziali per la sicurezza in rete. Aveva una padronanza tale della crittografia da renderlo perfettamente in grado di realizzare un progetto come Bitcoin. Non solo sul piano teorico, ma anche su quello operativo. Questa combinazione di visione e abilità tecnica lo distingue da altri candidati.

🎭 Le alternative: da Musk a Finney, nessuno convince quanto Sassaman
Il video evidenzia come altri nomi, più noti, non reggano il confronto con Sassaman se si considerano conoscenze tecniche, coerenza ideologica, tempistica e luogo di attività. Elon Musk è stato accostato a Nakamoto più per popolarità che per meriti tecnici; Craig Wright ha cercato in tutti i modi di imporsi come l’unico Satoshi, ma con evidenti contraddizioni; Hal Finney resta un nome affascinante, ma meno compatibile con gli elementi linguistici e geografici.
🎬 Un mistero che forse non va risolto
Forse non sapremo mai con certezza chi sia Satoshi Nakamoto. Ma il caso Len Sassaman ha tutte le caratteristiche per essere il più solido, o perlomeno il più stimolante tra quelli discussi finora. E, in un certo senso, che il mistero rimanga irrisolto è parte dell’anima di Bitcoin: una rete nata senza volto, per rimanere libera e incensurabile.