“Bitcoin causerà una nuova crisi come quella del 2008” – smontiamo il mantra 🧨
Ogni volta che il prezzo di Bitcoin corregge in modo violento, tornano puntuali due narrazioni: “è solo leva speculativa” e “preparatevi a un nuovo 2008 causato dalle crypto”. Anche stavolta, una parte della stampa italiana ha collegato il recente ritracciamento di Bitcoin a un presunto rischio sistemico da crypto leverage, arrivando persino a ipotizzare future operazioni di salvataggio della Federal Reserve sui mercati delle criptovalute, come avvenne per le banche nel 2008. 😅
In un recente articolo, ad esempio, si sostiene che gli investitori possano impegnare 1 dollaro per ottenere un’esposizione di 100 dollari su Bitcoin tramite contratti derivati, che questa dinamica ricorderebbe i primi anni 2000 e che l’epilogo potrebbe essere simile alla grande crisi finanziaria del 2008.
Per approfondire la narrazione mainstream puoi leggere l’articolo citato su Startmag: “I bitcoin causeranno una nuova crisi come quella del 2008?”. 👀
Il parallelo con il 2008, però, è fuorviante per almeno due motivi fondamentali:
- la crisi subprime fu innescata da titoli cartolarizzati tossici, gonfiati ad arte da grandi banche e agenzie di rating, non da piccoli speculatori a leva;
- il rischio sistemico nasceva da strumenti opachi venduti come “sicuri” all’interno dell’infrastruttura bancaria, mentre oggi gran parte della speculazione su Bitcoin è confinata su exchange e piattaforme che non hanno (ancora) lo stesso ruolo sistemico delle banche globali.
Colpevolizzare “la leva sulle crypto” come causa potenziale di un nuovo 2008 significa spostare il focus: dalla finanza tradizionale che ha costruito prodotti truffaldini all’investitore retail che scommette sui derivati. È una narrazione comoda, ma poco onesta. 🧠

Leva finanziaria e Bitcoin: problema enorme o finta emergenza? ⚖️
È vero: esistono prodotti derivati su Bitcoin che permettono di usare la leva. Contratti futures, perpetual, opzioni, strumenti sintetici. Puoi impegnare una piccola parte del capitale per controllare un’esposizione molto più grande. Ma questo non è un fenomeno “misterioso” tipico di Bitcoin: la leva è da decenni il pane quotidiano di tutti i mercati finanziari, da quelli azionari alle materie prime. 📉📈
La differenza sostanziale è un’altra:
- nei mercati tradizionali la leva viene spesso incastonata in prodotti complessi, venduti come sicuri;
- in ambito Bitcoin la leva è per lo più esplicita e, soprattutto, non cambia la natura dell’asset sottostante: un protocollo open source, con offerta limitata e verificabile.
Il problema non è Bitcoin, ma l’uso irresponsabile della leva, ovunque avvenga. E sarebbe lo stesso con azioni tecnologiche, immobiliari o materie prime. Dare la colpa a Bitcoin perché qualcuno si indebita per speculare è come dare la colpa all’oro perché qualcuno fa margin trading sull’oro. 🪙
“Bitcoin non ha alcun valore reale”: un mito facile da smontare 💣
Un altro mantra ricorrente è che “le criptovalute non hanno alcun sottostante, nessun valore reale e produttivo”. Questa frase tradisce un equivoco di fondo su cosa sia il valore in economia. Bitcoin non rappresenta quote di un’azienda, non distribuisce dividendi, non promette flussi di cassa futuri: questo è vero. Ma dire che “non ha valore” è sbagliato per almeno tre ragioni: 💡
- Bitcoin è un bene digitale scarso: l’offerta è fissata a 21 milioni di unità, programmata e verificabile da chiunque esegua un nodo. La scarsità, in economia, è di per sé un fattore di valore.
- È un sistema monetario alternativo, neutrale e resistente alla censura, che permette trasferimenti globali senza intermediari. Questo è un servizio reale, con utilità concreta, soprattutto in contesti di instabilità valutaria o controllo dei capitali.
- Ha una infrastruttura mineraria distribuita, aziende, professionisti, hardware, energia, ricerca: un intero ecosistema produttivo che ruota attorno alla sua sicurezza.
Dire che Bitcoin “non ha valore reale” perché non è un’azienda è come dire che l’oro non ha valore perché non produce dividendi. È una moneta, una riserva di valore, non un bond o un’azione. 🎯
Bitcoin, tech e intelligenza artificiale: correlazione o coincidenza? 🤖📊
Spesso si legge che le criptovalute sono “strettamente correlate ai titoli tecnologici e all’intelligenza artificiale” e che il pessimismo sulle big tech potrebbe “indebolire Bitcoin”. È vero che in molti periodi Bitcoin si è mosso in modo simile al Nasdaq o ad alcune mega-cap tecnologiche. Ma correlazione non significa dipendenza strutturale. 📎
Bitcoin non è un’azienda come Nvidia o Meta: non vende servizi di AI, non vende pubblicità, non ha un board che decide margini operativi. È un protocollo monetario. Che in fasi macro particolari gli investitori si muovano “in blocco” su o fuori dagli asset rischiosi crea correlazioni temporanee, ma questo non trasforma Bitcoin in una tech stock.
In più, man mano che la domanda di Bitcoin come riserva di valore a lungo termine cresce (soprattutto tra istituzionali), è plausibile che nel tempo la correlazione con il settore tech si attenui, proprio perché le motivazioni di acquisto diventano diverse. 🧱
Prezzo di Bitcoin: da un massimo storico al nuovo range laterale 📈
Dopo aver toccato nuovi massimi storici, Bitcoin ha messo a segno un ribasso nell’ordine del 35%, recuperando parzialmente e stabilizzandosi intorno a un -30% dai picchi recenti. Dal punto di vista della price action, il movimento più interessante non è tanto il numero esatto, ma il comportamento complessivo del mercato. 🔍
Osservando i grafici su base settimanale, emerge una grande candela di indecisione, tipica di una fase in cui acquirenti e venditori stanno cercando un nuovo equilibrio dopo un forte rally. In pratica, il mercato sembra essersi infilato in un range laterale piuttosto ampio, genericamente compreso – nelle analisi più caute – tra i 75.000 e i 100.000 dollari, con movimenti di andata e ritorno che riflettono l’incertezza attuale. 📊
Una possibile chiave di lettura operativa è questa:
- se il prezzo si avvicina di nuovo alla fascia alta del range (intorno ai 100.000 dollari), può diventare più probabile una nuova gamba ribassista verso il centro o il bordo inferiore del canale;
- se invece Bitcoin dovesse scivolare in area 65.000–70.000 dollari, molti investitori di lungo periodo potrebbero considerarla una zona interessante di accumulo, soprattutto se la struttura di fondo del mercato rimanesse intatta.
Per seguire in autonomia l’evoluzione del grafico, uno strumento utile è TradingView, che permette di tracciare canali, range e livelli chiave in modo intuitivo. 📉
Bitcoin sta copiando il bear market 2022? La trappola delle sovrapposizioni 🔁
Una delle analisi più discusse di queste settimane mette a confronto il ciclo attuale con il bear market 2022, sostenendo che negli ultimi mesi Bitcoin si sia mosso in modo quasi identico a quanto accaduto allora, con una correlazione addirittura del 98%. L’idea è che questo possa anticipare una lunga fase laterale seguita da un nuovo minimo (bottom) e da una ripartenza. ⏳
Questo tipo di sovrapposizioni cicliche sono affascinanti ma hanno un limite: guardano solo al comportamento del prezzo, ignorando come cambia la struttura del mercato. È come cercare di prevedere il tempo di domani guardando solo il meteo di un anno fa nello stesso giorno, senza considerare pressioni, correnti, umidità. Può funzionare per caso, ma non è un modello robusto. 🌦️
Un’analisi di riferimento su questo tema è quella di Cointelegraph, che mostra questa correlazione quasi perfetta fra il pattern degli ultimi mesi e quello del 2022, ma invita anche alla cautela: “Bitcoin Has Acted Almost Identical to 2022 Over the Past Six Months”.
Due scenari ragionevoli, senza sfera di cristallo, sono:
- una fase di lateralizzazione prolungata per alcuni mesi, con progressivo assorbimento delle vendite;
- un ulteriore affondo ribassista verso 65.000–70.000 dollari, che potrebbe rappresentare un’area di interesse per chi accumula nel lungo termine.
Il punto chiave è che il compito di chi investe non è “indovinare il minimo o il massimo”, ma prepararsi: definire in anticipo le aree di intervento e reagire con disciplina quando il prezzo ci arriva. 🧭
Il “Grande Assorbimento”: perché i vecchi cicli potrebbero non valere più 🧲
Un’altra tesi interessante che sta circolando nella comunità Bitcoin è quella del “Great Absorption”: l’idea che, con l’ingresso massiccio di capitali istituzionali (ETF, fondi, aziende quotate), il mercato stia progressivamente assorbendo le vendite in modo più efficiente, riducendo l’ampiezza dei crolli rispetto al passato. 📉➡️📈
Questa tesi è spiegata in dettaglio nell’articolo “The Great Absorption: Why Everything You Know About Bitcoin Cycles Is Wrong”. In sintesi:
- nei primi cicli, il mercato era dominato da retail e trader speculativi, con oscillazioni estreme (–70% / –80%) tipiche di un asset giovane e poco liquido;
- oggi entrano in gioco attori professionali con capitali enormi, orizzonte temporale lungo e strategie di accumulo costante;
- questi soggetti tendono ad assorbire le vendite e a costruire posizioni strutturali, rendendo meno probabili i crolli verticali di una volta.
Non significa che i drawdown siano finiti: un -40% o -50% resta assolutamente possibile. Ma l’idea di rivedere regolarmente crolli da -80% in presenza di ETF, fondi dedicati e bilanci aziendali carichi di Bitcoin potrebbe diventare, con il tempo, sempre meno plausibile. 🧱
Strategy: fondo da 1,44 miliardi e 650.000 Bitcoin in pancia 🏦
Tra gli attori istituzionali più esposti a Bitcoin, Strategy (società ispirata in modo evidente al modello di MicroStrategy) è una delle più aggressive: ha accumulato nel tempo una quantità impressionante di Bitcoin trasformando, di fatto, il proprio titolo in una scommessa a leva sulla monetizzazione a lungo termine di Bitcoin stesso. 📌
Di recente l’azienda ha annunciato la creazione di una riserva da 1,44 miliardi di dollari, pensata per garantire il pagamento degli interessi sui prestiti e delle cedole legate alle obbligazioni emesse almeno per i prossimi due anni. In pratica, una sorta di “muro di cassa” per rendere più sostenibile il proprio modello fortemente indebitato e basato sull’accumulo di Bitcoin. Puoi leggere i dettagli nel comunicato ufficiale: “Strategy Announces Establishment of $1.44 Billion USD Reserve”. 🧱
Oltre al tema degli interessi ricorrenti, resta la questione del rimborso delle obbligazioni in scadenza: se il prezzo delle azioni non dovesse raggiungere determinate soglie, la società dovrà restituire i capitali in contanti e non in equity. Al momento, però, la combinazione di riserva di cassa, struttura del debito e valore dei Bitcoin in bilancio rende questo rischio gestibile, almeno secondo la narrativa ufficiale e le analisi più ottimiste. 📑
Nel frattempo, Strategy continua ad accumulare: secondo i dati diffusi dai tracker pubblici, la società ha recentemente superato la soglia psicologica di 650.000 Bitcoin detenuti. Michael Saylor ha commentato con il consueto entusiasmo su X, chiedendo provocatoriamente se non sia ora di tornare a “mettere puntini arancioni sulla mappa”, ovvero continuare a comprare a ogni correzione significativa di prezzo. Puoi vedere il suo post qui: “₿ack to Orange Dots?”. 🟠
Per un investitore tradizionale, Strategy rappresenta un giocattolo asimmetrico:
- se Bitcoin fallisse nel suo ruolo di asset monetario globale, il titolo potrebbe crollare fino a quasi azzerarsi;
- se invece Bitcoin avesse successo e consolidasse il proprio ruolo di riserva di valore, un’azienda che detiene centinaia di migliaia di BTC potrebbe salire in cima alle classifiche mondiali per capitalizzazione.
Non è un consiglio finanziario, ma un esempio chiaro di come alcune aziende stiano puntando tutto su Bitcoin, assumendo rischi significativi in cambio di un potenziale outsized upside. ⚖️
Bitcoin dominance: perché “nessuno ha mai fatto davvero il solletico” a BTC 👑
Per capire perché chi studia seriamente questo settore tende a focalizzarsi solo su Bitcoin, basta guardare l’evoluzione della Bitcoin dominance, ossia la percentuale della capitalizzazione complessiva del mercato crypto detenuta da Bitcoin nel tempo. 📊
Un visual spettacolare è stato condiviso da Bitcoin News: “It’s called Bitcoin Dominance because no other coin has ever come close to dethroning BTC from the top spot.”. Nel video si vede chiaramente come, nonostante le varie “mode” (ICO del 2017, DeFi, NFT, memecoin), nessun altro asset sia mai riuscito a insidiare davvero la prima posizione di Bitcoin in modo duraturo. 🥇
Ethereum è stato l’unico a provarci seriamente nella fase di esplosione delle ICO, ma è stato “wipato” in termini di dominance non appena quella bolla si è sgonfiata. Il risultato è che, anno dopo anno, Bitcoin rimane il punto di riferimento del settore. Non la coin di moda del momento, ma lo standard rispetto al quale tutto il resto si misura.
Per chi fa divulgazione con responsabilità, questo conta: parlare di un asset che potrebbe sparire domani espone i neofiti a rischi enormi; spiegare Bitcoin significa concentrarsi su ciò che, ad oggi, ha dimostrato la massima resilienza nel tempo. 🧡
Le antiche “monete d’oro” Bitcoin: il caso delle Casascius Coin 🔐
Per raccontare quanto sia cambiato il mondo Bitcoin in pochi anni, basta una notizia: due Casascius Coin da 1.000 BTC ciascuna sono state mosse dopo oltre 13 anni di totale inattività. In pratica, qualcuno ha appena “grattato via” la propria lotteria da 2.000 Bitcoin. 🪙💥
La segnalazione è arrivata su X da Sani (TimechainIndex): “Two Casascius coins, each containing 1,000 BTC, have just moved after being dormant for more than 13 years.”. Per capire perché questa notizia è così particolare, bisogna sapere cosa erano le Casascius Coin:
- vere e proprie monete fisiche, spesso in metallo prezioso, prodotte negli anni in cui Bitcoin valeva pochissimo;
- sulla superficie era applicata una patina da grattare, tipo “gratta e vinci”, che nascondeva una chiave privata associata a un certo numero di Bitcoin (1, 10, 25, 1.000 BTC, a seconda del taglio);
- chi comprava una Casascius Coin acquistava sia l’oggetto fisico sia i Bitcoin custoditi dalla chiave nascosta.
Molte di queste monete sono state riscattate nel tempo, soprattutto quando il valore di Bitcoin è esploso. Alcune, però, erano ancora in circolazione come oggetti da collezione. Vederne muovere due da 1.000 BTC, dopo più di un decennio, significa che qualcuno ha deciso che era arrivato il momento di incassare – o comunque di spostare quei fondi verso una custodia più adeguata ai tempi moderni. 🧳
Twenty One Capital: il ponte tra Bitcoin, Tether e Wall Street 🏛️
Un’altra novità importante riguarda lo sbarco a Wall Street di Twenty One Capital, una società focalizzata sull’accumulo e la gestione di Bitcoin, sostenuta da Tether e guidata da Jack Mallers. Secondo quanto riportato da Class CNBC, il debutto al NYSE è previsto per martedì 9 dicembre, con Tether come azionista di maggioranza. Puoi leggere il thread qui: annuncio di Class CNBC su Twenty One Capital. 📣
Perché è rilevante?
- Twenty One Capital è, di fatto, una “gemella” del modello Strategy/MicroStrategy: una società quotata che si pone come veicolo di esposizione a Bitcoin per il mercato tradizionale;
- per l’investitore di borsa, diventa un modo indiretto per esporsi a Bitcoin e contemporaneamente, in parte, a Tether;
- per Tether stessa, significa consolidare un asse strategico: dai stablecoin al ruolo di grande accumulatore di Bitcoin tramite una società dedicata.
Dal punto di vista operativo, molte IPO (soprattutto in settori “caldi”) vivono uno schema abbastanza frequente: debutto, euforia o delusione iniziale, correzione profonda, formazione di un bottom e successiva ripresa, se il business funziona davvero. Osservare come si comporterà Twenty One Capital nelle prime settimane di quotazione può offrire spunti interessanti a chi cerca esposizione quotata a Bitcoin con un’ottica di medio-lungo periodo. 🧬
Strumenti tradizionali, servizi moderni: il caso XTB 📲
Nell’ecosistema degli investimenti, non esistono solo exchange crypto: esistono anche broker tradizionali che iniziano a integrare funzionalità ibride, tra investimento classico e gestione digitale dei fondi. Un esempio è XTB, che oltre all’offerta di azioni ed ETF a commissione zero fino a 100.000 euro di volumi mensili, propone anche una soluzione di eWallet collegata direttamente all’account di trading. 💳
Con l’eWallet di XTB è possibile:
- lasciare liquidità in conto e percepire interessi sui fondi non investiti;
- spendere direttamente i propri fondi tramite carta collegata ad Apple Pay o Google Pay;
- gestire diverse valute, facilitando chi si muove spesso tra euro, dollaro e altre monete.
Per i dettagli tecnici puoi consultare la pagina dedicata: “eWallet: accesso semplice ai tuoi fondi su XTB”. Per un investitore che si muove tra mercati tradizionali e mondo Bitcoin, soluzioni del genere permettono di costruire portafogli misti, mantenendo una parte del patrimonio in asset tradizionali e una parte in Bitcoin, senza rinunciare alla comodità dei pagamenti digitali. 🌐

Cosa può imparare un neofita da tutto questo? 🎓
Riassumendo le principali lezioni per chi si avvicina ora a Bitcoin:
- Non fermarti ai titoli allarmistici: paragoni facili con il 2008, demonizzazione della leva o frasi come “Bitcoin non ha valore reale” servono più a generare clic che a spiegare la realtà.
- Studia la struttura del mercato: capire chi compra, chi vende, come funzionano ETF, aziende come Strategy o Twenty One Capital è più utile che fissarsi sul grafico di breve.
- Accetta la volatilità: movimenti del -30/-40% non sono anomalie, ma parte della natura di un asset in fase di monetizzazione globale.
- Differenzia Bitcoin dal resto: la dominance e la storia di lungo periodo mostrano che Bitcoin gioca in un campionato diverso rispetto alle altcoin.
- Prepara i piani in anticipo: più che indovinare il futuro, conta avere strategie chiare per cosa fare se il prezzo scende o sale in certe aree chiave.
Per i prossimi anni, il vero nodo non sarà se Bitcoin “salirà domani”, ma se riuscirà a consolidarsi come nuovo standard monetario digitale in un mondo di debiti crescenti, monete inflazionate e fiducia sempre più fragile nelle istituzioni finanziarie tradizionali. Su questo fronte, la storia è appena iniziata. 🚀



