Puoi davvero vivere parlando di Bitcoin online? 🤔
In Italia sempre più persone sognano di lasciare il posto fisso per dedicarsi alla divulgazione online. Nel mondo di Bitcoin questo sogno sembra ancora più di nicchia, quasi impossibile. Eppure c’è chi da quattro anni ci campa davvero, a tempo pieno, raccontando Bitcoin in italiano. In questo articolo vediamo numeri, entrate, spese, rischi fiscali e piani di crescita per il 2026, così da capire se e come un progetto simile possa essere sostenibile nel tempo. 🔍
Una nicchia della nicchia: divulgare Bitcoin in italiano
La prima cosa da capire è il contesto: parlare di Bitcoin in lingua italiana significa muoversi in una nicchia della nicchia. Niente numeri da influencer mainstream, niente milioni di visualizzazioni. Il focus è sulla formazione e sulla divulgazione tecnica e finanziaria, spesso molto di lungo periodo, con contenuti che richiedono studio, approfondimento e continuità. 📚
Chi lavora così di fatto svolge un mestiere ibrido: non solo creator, ma anche formatore, consulente e punto di riferimento per chi vuole capire davvero come funziona Bitcoin, come custodirlo, come gestire la fiscalità e come integrarlo nella propria vita finanziaria. È un lavoro che si basa al 90–95% su contenuti gratuiti, sostenuti economicamente da sponsor, collaborazioni e qualche servizio premium. 💡
Crescita sui social: meno numeri, più qualità 👥
YouTube: crescita lenta, ma pubblico più fedele
L’obiettivo per il 2025 era ambizioso: arrivare a 100.000 iscritti su YouTube. Il traguardo non è stato raggiunto: il canale si è fermato intorno ai 20.600 iscritti. A prima vista potrebbe sembrare un fallimento, ma guardando meglio i dati il quadro cambia. 📊
Nel 2025 c’è stato un calo del 39% dei nuovi iscritti rispetto al 2024 e anche le visualizzazioni sono diminuite. Tuttavia è aumentato in modo significativo il tempo di visualizzazione: meno numeri “di superficie”, più ore guardate, più contenuti lunghi consumati. Questo è un segnale importante: chi segue, segue davvero, dedica tempo, ascolta approfondimenti, non solo clip veloci. 🔁
Un altro dato chiave riguarda il formato dei contenuti. Nel 2025 sono stati pubblicati circa 600 short, 83 live e 270 video lunghi. Nel 2024 gli short erano oltre 1.100, quindi quasi il doppio. Gli short tendono a generare più visualizzazioni e iscrizioni, ma sono spesso meno “qualificati”: attirano pubblico di passaggio, meno interessato a contenuti tecnici o di lungo periodo. La scelta per il 2025 è stata quindi quella di privilegiare un pubblico più coinvolto rispetto a una semplice crescita numerica. 🎯
Instagram: crescita piatta e penalizzazioni di piattaforma
Su Instagram il 2025 è stato caratterizzato da un sostanziale piattume: niente esplosioni di crescita, pochi picchi, andamento quasi orizzontale. Le eccezioni principali sono arrivate nei periodi in cui si è parlato molto di tassazione e di privacy, temi che hanno riportato attenzione e nuovi follower. 🧾🔐
Un elemento importante da considerare è che il profilo è stato a lungo limitato o bannato in alcune funzionalità (per esempio le live) per tutto il 2024 e ancora nel 2025 e nel 2026, probabilmente a causa di contenuti legati a Bitcoin e mining, non troppo graditi all’algoritmo del social. Questo ha comportato un calo di reach organica, cioè di visibilità spontanea dei contenuti. 🚫
Dal punto di vista economico, Instagram non rappresenta una fonte di reddito diretto: niente sponsorizzazioni sistematiche né vendita di contenuti premium in app. Il valore è prevalentemente indiretto: chi scopre i contenuti qui può poi approfondire su YouTube, iscriversi a percorsi formativi, acquistare servizi o prodotti collegati alla divulgazione su Bitcoin. 🌐
I numeri che contano davvero: il fatturato 2023–2025 💶
Dal posto fisso ai 61.000 € di fatturato annuo
Per capire se si può vivere di divulgazione su Bitcoin, bisogna guardare ai numeri reali, non soltanto alle views. Negli ultimi tre anni il fatturato annuo è stato più o meno questo:
- 2023: circa 12.000 € fatturati.
- 2024: circa 30.000 €, quindi quasi un triplo rispetto all’anno prima.
- 2025: circa 61.000 €, praticamente un nuovo raddoppio.
Nel 2023, trascorso in Australia, la priorità era più la sopravvivenza e l’adattamento che la crescita economica vera e propria. Il 2024 ha segnato il primo salto significativo. Nel 2025 i risultati sono diventati tali da consentire una vita dignitosa e una certa capacità di risparmio, pur restando lontani dalle cifre “da sogno” che spesso si immaginano quando si parla di creator online. 💼
Va ricordato che chi lavora con partita IVA in regime forfettario in Italia subisce circa un 33% di impatto tra tasse e spese strettamente collegate all’attività (contributi, costi professionali, ecc.). In pratica, su 61.000 € fatturati, il netto effettivo che rimane in tasca si aggira intorno ai 40.000 €, da cui vanno ancora tolte le spese personali e operative annuali. 📉
Andamento stagionale: quando arrivano i picchi
Osservando i grafici mensili, il fatturato segue una dinamica piuttosto ricorrente:
- Picco principale a maggio, con entrate particolarmente alte.
- Secondo picco a novembre, spesso legato a nuove collaborazioni e alla maggiore attività di brand e aziende a ridosso del Natale.
- Estate più debole, con attenzione bassa e meno campagne attive.
Questo andamento è tipico di molte attività legate alla finanza e ai mercati: quando il mercato è rialzista e se ne parla ovunque, l’interesse esplode; nei periodi di bear market o di calma apparente, l’attenzione scende e con essa le possibilità di monetizzazione. Chi vuole fare divulgazione professionale deve essere pronto a gestire queste ciclicità senza farsi prendere dal panico nei mesi più deboli. 📈📉
Entrate: da dove arrivano davvero i soldi? 💸
YouTube Ads: numeri reali e perché non bastano
Partiamo dal dato più frainteso: quanto paga YouTube. Nel 2025 gli introiti derivanti esclusivamente dalla monetizzazione dei video (quindi gli AdSense pagati da Google) sono stati circa 2.379 € in tutto l’anno. Meno di 200 € al mese. Praticamente nulla, se l’obiettivo è viverci. 😅
Questo è il motivo per cui, in una nicchia come quella di Bitcoin in italiano, YouTube non può essere considerato un core business in sé, ma uno strumento di distribuzione, credibilità e posizionamento. La vera sostenibilità economica arriva da altre voci. 📡
Sponsor ricorrenti: la colonna portante del fatturato
Nel 2023 la fetta principale del fatturato arrivava da sponsor ricorrenti, cioè aziende che sostengono il canale per periodi lunghi, comparendo in modo continuativo sotto forma di menzioni nei video, descrizioni, codici sconto, link affiliati. In quel periodo i principali partner erano tre (ad esempio broker, servizi di accumulo su Bitcoin e produttori di hardware wallet), presenti sul canale per molti mesi consecutivi. 🤝
Nel 2024 il modello si è spostato di più verso consulenze e collaborazioni singole (standalone), cioè sponsor che pagano per un singolo contenuto o una campagna limitata. Nel 2025 invece si è tornati a puntare forte sugli sponsor ricorrenti, che da soli hanno coperto circa la metà dell’intero fatturato annuo. Questo approccio offre due vantaggi enormi:
- Stabilità: sapere che per diversi mesi una parte delle entrate è “coperta”.
- Allineamento: lavorare solo con brand coerenti con i valori di Bitcoin (self-custody, lungo periodo, formazione) rende più solido il rapporto con la community.
Affiliazioni: piccole cifre, grande leva nel lungo periodo
Un’altra componente delle entrate nel 2025 è rappresentata dalle affiliazioni. Sono quei casi in cui, per esempio, chi segue un contenuto clicca un link per aprire un conto, acquistare un hardware wallet, utilizzare un servizio di consulenza fiscale o attivare un piano di accumulo su Bitcoin, ricevendo uno sconto o un bonus, mentre il creator incassa una commissione. 💳
Nel 2025 questa voce ha portato circa 3.000–4.000 €. Non è la parte dominante del fatturato, ma è rappresentativa di un modello sano: il pubblico non paga direttamente per i contenuti, ma può sostenere indirettamente il lavoro del divulgatore, sfruttando allo stesso tempo vantaggi o sconti dedicati. 🙌
Consulenze, accademie e prodotti digitali 🧠
Altre fonti di entrata, ancora oggi meno sviluppate rispetto al potenziale, sono:
- Consulenze: sessioni 1:1 o percorsi specifici legati a Bitcoin, finanza personale, piani di accumulo, custodia, sicurezza.
- Accademie: percorsi strutturati dedicati alla finanza tradizionale, alla gestione del patrimonio, alle basi del trading e dell’investimento di lungo periodo.
- Template Notion: strumenti digitali per tracciare spese, guadagni, allenamenti, attività quotidiane, cash flow, piani di investimento e molto altro.
Nel 2025, paradossalmente, i servizi a pagamento diretti (come template e corsi) hanno inciso poco sul fatturato, non perché non funzionino, ma perché sono stati temporaneamente rimossi per un aggiornamento totale. Un vizio tipico di chi crea: invece di migliorare gradualmente ciò che esiste, tende a distruggere e ricostruire da zero, perdendo spesso mesi interi di potenziale monetizzazione. 🧱🔥
Uno degli obiettivi dichiarati per il 2026 è proprio smorzare questa tendenza e imparare a iterare, migliorare e mantenere i prodotti nel tempo, così da costruire entrate più stabili e scalabili, soprattutto sul fronte dei prodotti digitali e della formazione strutturata. 🚀
Spese, costi di lavoro e vita reale: cosa resta in tasca? 🧾
Spese di lavoro e networking
Nel 2025 le spese di lavoro e networking sono state la voce principale di uscita, pari a circa 12.000 €. Qui dentro rientrano:
- Attrezzatura per video, audio, luci, studio.
- Viaggi per conferenze, eventi, incontri con partner.
- Costi di affitto di studi e spazi di lavoro.
- Spostamenti frequenti tra diverse città (ad esempio tra Torino e Brescia).
A questo si sommano affitto, trasporti personali, spese quotidiane, costi di gestione e le inevitabili tasse. La particolarità è che, fatturando meno l’anno precedente, nel 2025 alcune imposte sono state ancora relativamente moderate, ma con l’aumento del fatturato è inevitabile aspettarsi un aumento del carico fiscale per l’anno successivo. ⚖️
Bilancio annuale: quanto si riesce davvero a risparmiare?
Guardando al 2025 nel complesso, le spese totali (personali + lavoro + tasse) si aggirano intorno a 36.000 €. Se il netto dopo imposte era circa 40.000 €, significa che il risparmio finale annuo è nell’ordine dei 10–15.000 €. 💰
Non sono cifre astronomiche, ma rappresentano un miglioramento enorme rispetto agli anni precedenti, in cui:
- 2023: le spese superavano i guadagni, costringendo a intaccare i risparmi.
- 2024: margine di risparmio molto ridotto, con circa 35.000 € di entrate e 30.000 € di uscite.
Il 2025 è quindi il primo anno in cui, a tutti gli effetti, è stato possibile tornare a costruire un cuscinetto finanziario e riprendere ad investire in modo sistematico, non solo nel lavoro ma anche nei mercati. Questo segnala la transizione da semplice sopravvivenza a una gestione più consapevole del patrimonio personale, pur restando su cifre molto concrete e lontane dai miti dell’arricchimento facile. 🧱
Investire poco? Prima su di te, poi sui mercati 💡
Perché i primi investimenti dovrebbero essere su se stessi
Per chi ha piccoli capitali e entrate ancora limitate, ha poco senso puntare subito sui mercati finanziari sperando in rendimenti strabilianti. Un portafoglio tradizionale ben costruito può aspirare, nel lungo periodo, a un rendimento medio annuo del 10–15% (se proprio si riesce a fare molto bene), ma su capitali piccoli l’impatto assoluto resta basso. 📉
Investire su di sé – in attrezzatura, formazione, viaggi, networking, miglioramento delle competenze – può portare rendimenti molto superiori. L’evidenza è chiara: tra il 2024 e il 2025 il fatturato è raddoppiato, con un vero e proprio rendimento del 100% sull’attività imprenditoriale, difficilmente replicabile sui mercati finanziari nello stesso arco di tempo e con lo stesso livello di rischio strutturato. 🧠⚙️
Portafoglio personale: Bitcoin al centro
Con il 2025 è stato possibile tornare a seguire un piano di accumulo regolare dopo anni più difficili. Il portafoglio personale, pur senza entrare in dettagli specifici per motivi di privacy, è essenzialmente costruito su due pilastri:
- Bitcoin spot: acquisto diretto di Bitcoin con piano di accumulo costante e potenzialmente infinito, indipendente dalle oscillazioni di breve periodo.
- Strategy: posizione più speculativa, sempre legata a Bitcoin, con un piano di accumulo separato e cifre modeste, pensata come “scommessa controllata” che può andare a zero oppure diventare la parte più aggressiva del portafoglio di lungo periodo.
L’idea è chiara: mantenere un nocciolo duro di patrimonio in Bitcoin accumulato con disciplina nel tempo, affiancato da una piccola quota speculativa che, nel migliore dei casi, possa generare un extra rendimento (magari sufficiente per togliersi qualche sfizio, come una vacanza) senza compromettere la stabilità del resto del portafoglio. 🌋
Il nodo fiscale: il limite del forfettario e la SRL ⚠️
Uno dei temi più delicati per chi cresce come libero professionista in Italia è il regime forfettario. Oggi il tetto è fissato a 85.000 € di fatturato annuo. Superare questo limite significa uscire dal forfettario e ritrovarsi in un sistema fiscale molto più pesante. 🔨
Facendo due conti, per mantenere in tasca lo stesso netto che si avrebbe fatturando 85.000 € in forfettario, fuori da quel regime bisognerebbe arrivare a qualcosa come 130–140.000 € di fatturato. Questo genera una situazione paradossale: se nel 2026 le cose andassero ancora meglio, si rischia di trovarsi “intrappolati” nella fascia di passaggio, dove si paga molto di più ma non si è ancora cresciuti abbastanza da compensare il colpo fiscale. 📌
Da qui nasce il bivio:
- Fermarsi a 85.000 €, rifiutando alcuni lavori pur di restare in forfettario.
- Spingere forte oltre il tetto e organizzarsi con una struttura diversa, ad esempio una società di capitali.
Una delle soluzioni sul tavolo è affiancare alla partita IVA forfettaria una SRL, in modo da gestire attraverso la società l’attività di formazione e consulenza più strutturata, lasciando alla partita IVA le attività più “personali”. L’obiettivo per il 2026 è proprio aprire una SRL e iniziare a spostare progressivamente lì la parte più scalabile del business. 🏛️
Bailout: costruire una realtà di formazione su Bitcoin 🧱
A fine 2025 ha preso forma il primo grande progetto societario: Bailout, una realtà di formazione e consulenza su Bitcoin pensata per essere un punto di riferimento ad alto livello, con un team di professionisti specializzati in diversi ambiti. 🧩
L’idea non è quella di una semplice “page di contenuti”, ma di una vera struttura formativa capace di offrire competenze specifiche su:
- Privacy e protezione dei dati personali nel contesto Bitcoin.
- Fiscalità e corretta gestione delle imposte su possesso, movimenti e plusvalenze.
- Mining sia casalingo sia industriale.
- Sicurezza, custodia, hardware wallet, gestione delle chiavi.
- Educazione completa su Bitcoin a 360°, per utenti privati, professionisti e aziende.
L’obiettivo è duplice:
- Costruire una fonte di reddito più strutturata e scalabile, svincolata esclusivamente dai social.
- Posizionarsi in anticipo come azienda di formazione storica nel momento in cui Bitcoin verrà riconosciuto e adottato in modo massiccio anche a livello mainstream e istituzionale.
Se e quando Bitcoin entrerà nel quotidiano di milioni di persone, essere già presenti come realtà formativa consolidata nel tempo potrebbe rappresentare un enorme vantaggio competitivo, oltre che un modo concreto per aiutare le persone a non commettere errori irreversibili con i propri risparmi. 🛡️
Merchandise e brand personale: più identità che profitto 👕
Un’altra componente, più di immagine che strettamente economica, è la creazione di merchandise a tema Bitcoin: felpe, magliette e altri capi con design pensati per celebrare momenti storici (come il 3 gennaio, data della genesi di Bitcoin) o concetti simbolici dell’ecosistema. 🎨
Il margine per pezzo è molto basso (nell’ordine di 3–4 € a prodotto) e in alcuni casi sono state fatte promozioni “100% di sconto sul profitto”, cioè con il creatore che rinuncia completamente al proprio guadagno, lasciando all’acquirente solo il pagamento di stampa e spedizione. È quindi evidente che non si tratta di un business core, ma di un modo per:
- Rafforzare l’identità visiva della community.
- Offrire oggetti di qualità che chi ama Bitcoin sarebbe felice di indossare anche senza loghi pubblicitari o spam.
- Creare un senso di appartenenza e di supporto laterale al progetto di divulgazione.
Strumenti, fiscalità e gestione pratica per chi vuole iniziare 🛠️
Chi vuole seguire una strada simile deve necessariamente strutturarsi. Servono:
- Una partita IVA adatta alla propria attività (spesso in forfettario all’inizio).
- Strumenti di gestione fiscale, soprattutto se si usano piattaforme che non fanno da sostituto d’imposta.
- Sistemi per tracciare guadagni, spese, investimenti e abitudini in modo ordinato.
Soluzioni come i servizi online per la gestione delle partite IVA (ad esempio piattaforme dedicate ai forfettari) permettono di avere:
- Apertura della partita IVA spesso a costo zero o molto ridotto.
- Supporto per la dichiarazione dei redditi e per l’inserimento di crypto, investimenti, plusvalenze.
- Gestione centralizzata di fatture, versamenti e scadenze.
Per chi ha già un’attività imprenditoriale, può avere senso scegliere il regime dichiarativo invece del solo regime amministrato offerto da alcune app di investimento, in modo da poter accentrare tutta la fiscalità (crypto, mercati tradizionali, attività da freelance) in un unico posto, riducendo errori e semplificando la vita nel lungo periodo. 📂
Piani per il 2026: più focus, più struttura, più Bitcoin 🚀
Direzione contenuti: più privacy, open source e temi “larghi”
Sul fronte contenuti, l’idea per il 2026 è ampliare il raggio d’azione pur restando fedeli a Bitcoin. Oltre agli aspetti strettamente tecnici o di mercato, l’obiettivo è parlare di più di:
- Privacy digitale e finanziaria.
- Open source e software libero.
- Curiosità e temi di pubblico dominio collegati al mondo Bitcoin.
Questo approccio “wide” permette di intercettare persone nuove che magari non cercano ancora Bitcoin, ma sono sensibili a temi come la libertà finanziaria, la sovranità digitale, la protezione dei propri dati. Il tutto con l’obiettivo di ricondurre queste persone, passo dopo passo, a comprendere perché Bitcoin sia centrale in questo cambiamento. 🌍
Disciplina, organizzazione e team
Sul piano personale e imprenditoriale, gli obiettivi per il 2026 includono:
- Recuperare ritmi più intensi di lavoro (svegliarsi prima, strutturare meglio le giornate, spingere sull’acceleratore).
- Essere ancora più organizzati, tracciando con precisione attività, allenamenti, spese, progetti (anche tramite template Notion che torneranno disponibili).
- Ampliare lo staff, delegando parte della produzione di contenuti e della gestione operativa.
- Produrre contenuti non solo a nome personale, ma anche a nome di Bailout e delle altre accademie.
L’idea di fondo è chiara: smettere di ragionare come singolo freelance e iniziare a ragionare come struttura, dove diverse persone contribuiscono alla crescita del progetto, rendendolo più resiliente e in grado di aiutare molte più persone, in Italia e non solo. 🧑💻👥
Cosa insegna questo percorso a chi vuole iniziare oggi 📌
Guardando al percorso 2023–2025, ci sono alcune lezioni fondamentali per chi sogna di vivere di divulgazione su Bitcoin (o in qualsiasi altra nicchia tecnica):
- Non bastano le views: YouTube da solo non ti paga lo stipendio, soprattutto in una nicchia ristretta.
- Servono sponsor selezionati: meglio pochi partner ricorrenti, coerenti con i valori di Bitcoin, che tante campagne spot disordinate.
- I primi anni sono duri: tra spese che superano i guadagni e risparmi che si erodono, la resilienza è fondamentale.
- Investire su se stessi paga: formazione, attrezzatura, network possono raddoppiare il fatturato in un anno, cosa improbabile con un portafoglio tradizionale.
- La fiscalità va pianificata: ignorare i limiti del forfettario o rimandare la scelta di una struttura societaria può diventare un boomerang.
- La community è tutto: tempo di visualizzazione, commenti, interazioni sincere valgono più dei numeri “gonfiati” da contenuti effimeri.
Conclusione: sì, si può vivere di divulgazione su Bitcoin… ma non è un gioco 🎯
Il 2025 dimostra che vivere di divulgazione su Bitcoin in Italia è possibile, ma richiede tempo, sacrifici, disciplina e una strategia chiara. Non esistono scorciatoie: ci sono anni in perdita, anni in cui si sopravvive a fatica, e poi anni in cui finalmente si ricomincia a costruire un cuscinetto, a investire, a pensare in grande. 💪
Il 2026 si apre con obiettivi ambiziosi: consolidare il fatturato, evitare le trappole fiscali, aprire una SRL, far crescere Bailout come realtà di riferimento per la formazione su Bitcoin, ampliare il raggio dei contenuti, rafforzare la struttura organizzativa e, soprattutto, continuare ad accumulare Bitcoin con costanza, senza farsi distrarre dal rumore di breve periodo. 🔄
Per chi guarda da fuori, la lezione forse più importante è questa: Bitcoin non è solo un asset, ma anche un catalizzatore di percorsi di vita radicalmente diversi. È possibile costruire un lavoro, un reddito e un progetto duraturo intorno alla sua diffusione, a patto di essere disposti a studiare, mettersi in gioco e accettare la volatilità non solo del prezzo, ma anche delle proprie entrate. E per chi è pronto a farlo, il 2026 può essere un anno straordinario per iniziare. 🚀



