🇺🇸 Una svolta storica per il settore crypto
È ufficiale: il GENIUS Act è stato approvato dalla Camera dei Rappresentanti statunitense. Si tratta della prima legge federale che punta a regolamentare in modo uniforme e stringente le stablecoin, ovvero le criptovalute ancorate a valute fiat come il dollaro.
Una legge che, da un lato, apre le porte a un’adozione istituzionale di massa, ma dall’altro impone requisiti tali da far tremare i piccoli emittenti e sollevare dubbi tra i puristi della decentralizzazione.
🔍 Cos’è il GENIUS Act?
L’acronimo sta per Guaranteed and Uniform Safe Transactions Act e ha come scopo quello di creare una base legale chiara per le stablecoin garantite al 100% da asset liquidi.
Ecco le principali disposizioni previste dalla normativa:
Stablecoin fiat-backed ammesse solo se totalmente garantite: saranno autorizzate solo quelle coperte da riserve liquide in misura pari al 100% del valore emesso.
Riserve in titoli a breve termine: le riserve dovranno essere composte da strumenti sicuri e altamente liquidi, come i Treasury Bills.
Audit obbligatori: le aziende dovranno sottoporsi a revisioni contabili periodiche, certificati da enti terzi accreditati.
Doppio livello di vigilanza: sia federale che statale, per evitare arbitraggi regolatori e garantire la compliance su tutto il territorio nazionale.
Possibile accesso alla Fed: alcune stablecoin potrebbero connettersi direttamente al sistema bancario centrale, aprendo la strada a nuovi modelli di pagamento digitale.
🧠 Il significato del nome “GENIUS”
Oltre all’acronimo tecnico, la parola genius richiama un concetto di intelligenza normativa: l’obiettivo è favorire lo sviluppo tecnologico senza rinunciare a regole chiare, stabilità finanziaria e trasparenza.
📈 Impatto immediato sul mercato
L’approvazione del GENIUS Act rappresenta un passaggio chiave nella legittimazione delle criptovalute, almeno per quanto riguarda le stablecoin regolamentate. Le conseguenze sono molteplici:
Maggiore fiducia degli investitori istituzionali: finalmente un quadro chiaro può attrarre fondi pensione, banche e gestori patrimoniali.
Integrazione con la finanza tradizionale: le stablecoin regolamentate potrebbero essere utilizzate come mezzi di pagamento legali in ambito bancario e commerciale.
Selezione naturale tra operatori: i progetti non conformi rischiano di sparire, lasciando spazio a emittenti solidi e conformi come Circle o PayPal.
⚠️ Le principali critiche e rischi del provvedimento
Nonostante il plauso di molti operatori, non mancano le preoccupazioni:
Favorisce i grandi player: l’elevato costo della compliance rischia di tagliare fuori le piccole startup e impedire l’innovazione di base.
Nessuna protezione per la privacy: il testo non affronta il tema della sorveglianza finanziaria. Le stablecoin, integrate nel circuito bancario, potrebbero diventare strumenti di tracciamento.
Esclusione di altre categorie crypto: il GENIUS Act riguarda solo le fiat-backed stablecoin, ignorando totalmente sia le algorithmic stablecoin che le criptovalute decentralizzate.
🌍 Un modello normativo che punta al dominio globale
Con questa mossa, gli Stati Uniti lanciano un segnale chiaro: vogliono diventare lo standard regolatorio per il mondo crypto. In un contesto globale ancora frammentato, Washington ambisce a imporre una leadership normativa — come già avvenuto nel settore tecnologico e dei mercati finanziari.
Il rischio? Che una regolamentazione troppo rigida freni l’innovazione e spinga operatori e capitali verso giurisdizioni più aperte, come Singapore o gli Emirati.
🧠 Conclusione
Il GENIUS Act è il primo grande esperimento di regolamentazione crypto negli Stati Uniti. Porta maggiore stabilità e fiducia al settore, ma rischia anche di rafforzare le barriere all’ingresso e ridurre la varietà di modelli operativi.
Una cosa è certa: l’era del far west normativo sta finendo. Per chi opera nel settore delle stablecoin, il futuro è già iniziato — e si gioca ora, sotto gli occhi vigili del legislatore americano.