Lunedì 4 agosto 2025, gli ETF su Ether negli Stati Uniti hanno registrato deflussi netti per 465 milioni di dollari, segnando la più grande uscita giornaliera dalla loro introduzione. Questo evento ha interrotto una serie di 20 giorni consecutivi di afflussi, durante i quali gli ETF su Ether avevano accumulato un totale di 5,43 miliardi di dollari in luglio.
Il deflusso più significativo è stato registrato dall’iShares Ethereum Trust (ETHA) di BlackRock, con una perdita di circa 375 milioni di dollari. Nonostante ciò, l’ETF mantiene un afflusso netto cumulativo di 9,3 miliardi di dollari e asset netti pari a 10,7 miliardi di dollari. Anche il Fidelity Ethereum Fund (FETH) ha subito deflussi per 55,11 milioni di dollari, mantenendo comunque un afflusso netto cumulativo di 2,2 miliardi di dollari e asset netti di 2,4 miliardi di dollari.
Questi deflussi coincidono con un calo del prezzo di Ether, che domenica è sceso a 3.380 dollari, segnando una diminuzione del 12% rispetto al prezzo di giovedì di 3.858 dollari. Tuttavia, martedì il token ha mostrato segni di ripresa, salendo a 3.629 dollari.
Nonostante i deflussi dagli ETF, i dati on-chain indicano che la domanda istituzionale per Ether rimane forte. Martedì, la società di analisi blockchain Lookonchain ha riportato che tre wallet, presumibilmente appartenenti a investitori istituzionali, hanno acquisito complessivamente 63.837 ETH, per un valore di circa 236 milioni di dollari, attraverso transazioni over-the-counter con FalconX e Galaxy Digital. Dal 9 luglio, Lookonchain ha identificato 14 nuovi wallet che hanno accumulato collettivamente 856.554 ETH, valutati oltre 3,1 miliardi di dollari.
Questi movimenti suggeriscono che, nonostante i recenti deflussi dagli ETF su Ether, l’interesse istituzionale per la criptovaluta rimane robusto, indicando una fiducia a lungo termine nel suo potenziale.