Siamo entrati nel cuore del periodo storicamente più debole per i mercati finanziari globali. Agosto e settembre sono noti per essere tra i mesi peggiori per l’azionario, e i numeri lo confermano. Analizzando i dati dell’S&P 500 dagli anni ’90 a oggi, agosto ha registrato in media una performance del -0,2%, mentre settembre fa ancora peggio con un -0,7%. Queste tendenze non sono casuali, ma si ripetono ciclicamente, riflettendo dinamiche profonde che influenzano l’umore degli investitori e la liquidità complessiva del sistema.
🧳 Meno liquidità, più volatilità
Il motivo principale di questa debolezza stagionale è legato alla riduzione della liquidità. Durante i mesi estivi, molti investitori istituzionali sono in ferie e l’attività sui mercati rallenta. Questo calo di volumi rende il mercato più vulnerabile a movimenti bruschi. In parallelo, è anche il periodo in cui spesso arrivano nuove previsioni economiche, revisioni degli outlook e segnali dalle banche centrali. Tutti elementi che aumentano l’incertezza e possono scatenare prese di profitto, soprattutto dopo eventuali rally registrati nei mesi primaverili ed estivi.
📱 Cripto e stagionalità: il caso di Bitcoin
Anche nel mercato crypto si osserva un comportamento simile. Agosto tende a essere un mese poco direzionale, con movimenti laterali o moderatamente ribassisti. Ancora più evidente è la tendenza di settembre, considerato da molti analisti come uno dei mesi più pericolosi per Bitcoin. Dal 2013 in poi, BTC ha chiuso in rosso il mese di settembre in sette occasioni su dieci. Anche in questo caso, il contesto di bassa liquidità, unito all’effetto leva nei mercati derivati crypto, può amplificare la volatilità e innescare correzioni improvvise. È importante ricordare che questi pattern non sono leggi fisse, ma ricorrenze statistiche che aiutano a orientare le aspettative degli investitori.
📊 Multipli gonfiati e margini di errore ridotti
Guardando al mercato azionario, in particolare nel settore tech e dei titoli growth, le valutazioni hanno raggiunto livelli elevati negli ultimi mesi. I multipli sono saliti e i margini di errore si sono ridotti drasticamente. In questo contesto, anche una lieve delusione nei dati macro o negli utili aziendali può innescare vendite importanti. Lo stesso vale per le cripto: dopo i forti guadagni registrati nella prima metà dell’anno, le aspettative restano alte, ma la tolleranza al rischio si abbassa.
🚫 Il pericolo delle strategie “market timing”
Di fronte a questo scenario, molti investitori sono tentati dall’idea di uscire temporaneamente dal mercato, sperando di rientrare più avanti a prezzi più bassi. Ma la storia dimostra che questa strategia, detta “market timing”, raramente funziona. I ribassi non sono mai garantiti, nessuno può prevedere con certezza quando si verificheranno, né quali settori saranno più colpiti. Inoltre, disinvestire oggi potrebbe significare perdere i giorni migliori di mercato, quelli che fanno la differenza sul lungo periodo.
📈 Disciplina e orizzonte di lungo termine
Essere consapevoli della stagionalità e delle fragilità di questo periodo è utile per gestire le aspettative, non per prendere decisioni impulsive. La chiave resta sempre la stessa: disciplina, diversificazione e un orizzonte temporale di lungo periodo. Restare investiti, con strategie coerenti e ben pianificate, si è rivelato storicamente più efficace che cercare di prevedere ogni correzione del mercato. In un mondo dove l’incertezza è costante, l’approccio razionale batte sempre quello emotivo.